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FOOD AND TECH: QUANDO LA TECNOLOGIA EVOLVE A SERVIZIO DEL CIBO

Cibo e tecnologia, due mondi apparentemente lontani ma sempre più interconnessi. Dalla trasformazione del cibo, passando per la tecnologia applicata all'alimentazione, fino ad arrivare a capire come sfruttare i passi in avanti fatti dalla scienza, per essere certi della provenienza degli alimenti che ogni giorno arrivano sulla nostra tavola.

08/02/17

Cibo e tecnologia, due mondi apparentemente lontani ma sempre più interconnessi. Dalla trasformazione del cibo, passando per la tecnologia applicata all’alimentazione, fino ad arrivare a capire come sfruttare i passi in avanti fatti dalla scienza, per essere certi della provenienza degli alimenti che ogni giorno arrivano sulla nostra tavola.
L’innovazione tecnologica è dunque diventata parte integrante dell’evoluzione alimentare, come ha dichiarato il Commissario Generale del padiglione americano a Expo 2015: “Il futuro dell’alimentazione è strettamente correlato all’innovazione e alla tecnologia. Internet e i Big Data giocano un ruolo significativo nello sviluppo di nuove strategie per la produzione e il consumo di cibo.”
In questa prospettiva, negli ultimi anni vi è stata una proliferazione di startup e applicazioni legate al mondo del food, basti pensare che solo in Italia, nel 2015 sono state avviate più di 100 startup, di cui 4 hanno avuto l’exit.
In questo scenario in continua evoluzione, il team di DataInsigth ha rilevato 3 macro trend interessanti che confermano la complementarietà tra tecnologia e cibo:

1. FOODUCATION
Il consumatore moderno è sempre più consapevole e alla costante ricerca di informazioni relative al cibo che consuma quotidianamente. Per rispondere a questa esigenza, è nata Flick on Food (https://www.flickonfood.com/it/), un’app che permette di scoprire la storia, le origini e gli utilizzi di centinaia di ingredienti, dando visibilità agli agricoltori locali e ai loro prodotti.
Per conoscere i dettagli relativi alla filiera del pesce, thisfish (http://thisfish.info/) fornisce tutte le informazioni sul pescato, dalla data allo stabilimento di confezionamento, al pescatore, attraverso la scannerizzazione del codice a barre indicato sul prodotto: un tool a supporto della qualità e dell’autenticità, dal mare alla forchetta.
Per coloro che invece hanno problemi di allergia e intolleranza al glutine, 6SensorLabs (http://6sensorlabs.com) ha sviluppato Nima, un dispositivo portatile in grado di rilevare la presenza di questa proteina immettendo una piccola quantità di cibo nella capsula.
2. NO WASTE MOVEMENT
Secondo uno degli ultimi rapporti FAO, dal 33% al 50% di cibo, pari a 1.3 miliardi di tonnellate, viene buttato ogni anno e questa drammatica situazione ha fatto aumentare la consapevolezza dei cittadini, dei ristoranti e delle istituzioni che stanno diventando sempre più attente allo spreco.
Per aiutare i cuochi a misurare, controllare e ridurre drasticamente gli sprechi alimentari nelle loro cucine, è nata Winnow (http://www.winnowsolutions.com/) una start up londinese che utilizza una tecnologia d’avanguardia a servizio della gestione della cucina.
Per aiutare le famiglie ad ottimizzare la spesa settimanale c’è Love food Hate Waste (http://www.lovefoodhatewaste.com/) una app che permette di programmare la quantità di cibo e il menu settimanale, pasto dopo pasto, che dà consigli utili su come mixare tutti i prodotti a disposizione in frigorifero.
Per fare in modo che non resti del cibo invenduto, è stata lanciata da qualche anno LMSC, (http://www.lastminutesottocasa.it/) una app dove si possono trovare i negozi che vendono cibo prossimo alla scadenza al 50% di sconto.
Dagli scarti si può creare inoltre valore anche attraverso la loro trasformazione. L’obiettivo di Orange fiber (http://www.orangefiber.it/) infatti è creare un tessuto sostenibile che permetta di riutilizzare le tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola produce annualmente.
3. DELIVERY REVOLUTION:
E’ sempre più vivida la convinzione che il tempo stia diventando un bene di lusso e infatti ogni giorno cerchiamo di ottimizzarlo. Chi di noi non ha ordinato una cena a domicilio negli ultimi mesi? In Italia si sono sviluppate una serie di startup che ti permettono di ordinare una cena a casa da qualsiasi ristorante della città la cui consegna avviene in tempi brevissimi e rigorosamente in bicicletta.
Per chi vuole ottimizzare il tempo della spesa è nato Supermercato 24 (https://www.supermercato24.it), un servizio di spesa a domicilio al supermercato più vicino con consegna a casa in una o due ore dall’ordine on line.
Per chi invece non vuole una cena a domicilio ma un modo più innovativo di cucinare con le giuste indicazioni, nasce Quomi (https://quomi.it/), un’app che permette di ricevere a casa un kit con tutti gli ingredienti già dosati per cucinare la ricetta selezionata.
E per chi vorrebbe qualcosa di fatto in casa ma non ha voglia di cucinare, è appena nata Mamau (http://mamau.it/), la startup milanese che si è inventata una formula che unisce il food e-commerce con la crowd economy: pasti preparati da chef casalinghi e consegnati a casa.

Queste sono solo alcune delle nuove idee che stanno alimentando sempre di più il connubio tra tecnologia e food, ma già si sta parlando di stampanti 3D in grado di stampare in casa pasta, pizza, ravioli o cioccolati dalle forme più disparate, ristoranti 4D in cui cucineranno e gestiranno la cucina dei robot…ma tutto questo modificherà il nostro modo di mangiare nei prossimi anni? Agli appassionati del food di domani l’ardua sentenza!